I tempi di attesa ufficiali dicevano: fare le lastre martedì, aspettare fino a venerdì per i risultati. E nel frattempo prendersi il Voltaren che lasciava intatto il dolore. Era un piano di merda.
Mio marito fece alcune telefonate prima di capire che ciò che ci aveva detto la segretaria della dottoressa era una sporca menzogna.
- Certo che può andare al Pronto Soccorso, però non glielo consiglio. Potreste arrivare ed aspettare sei ore prima che vi facciano le radiografie. E anche quando le abbiate fatte, possono non darvele se si rendono conto che non avete nulla di grave.
Questo disse. Tuttavia, un dottore amico dello zio; e un cugino, dissero a M che mi portasse al Pronto Soccorso, che non è nient’altro che il servizio di Urgenza di un qualsiasi ospedale.
Raccontai la mia storia alla donna all’accettazione mentre mio marito parcheggiava l’auto.
- Però è già stata vista da un medico, sennò chi le ha detto di mettersi il collare? – disse la donna.
Le spiegai che, in pratica, me l’ero prescritto da sola. Alzò gli occhi al cielo e mi porse un foglio con un numero e un quadratino bianco. Le emergenze al CTO vengono catalogate per colore. Il rosso passa subito perchè è in pericolo la vita del paziente. Poi vengono il giallo e il verde. E poi il bianco.
Circa quindici minuti dopo M ed io passavamo con un infermiere. Fece alcune domande e riempì un formulario. Ritornammo alla sala d’aspetto. C’erano anche altri due, un uomo e una donna, che portavano il collare. Passarono altri venti minuti e gridarono il mio numero.
Il dottore che mi ricevette era giovane. Mi sedetti sul lettino. Mi ruotò il collo con le mani e cominciò a stringere. E mi mandò direttamente alla sala raggi X.
Era passata poco meno di un’ora dal nostro arrivo.
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Per la versione in lingua originale:
http://zepolt.blogspot.com/2009/04/cap-v-el-pronto-socorso.html
Mio marito fece alcune telefonate prima di capire che ciò che ci aveva detto la segretaria della dottoressa era una sporca menzogna.
- Certo che può andare al Pronto Soccorso, però non glielo consiglio. Potreste arrivare ed aspettare sei ore prima che vi facciano le radiografie. E anche quando le abbiate fatte, possono non darvele se si rendono conto che non avete nulla di grave.
Questo disse. Tuttavia, un dottore amico dello zio; e un cugino, dissero a M che mi portasse al Pronto Soccorso, che non è nient’altro che il servizio di Urgenza di un qualsiasi ospedale.
Raccontai la mia storia alla donna all’accettazione mentre mio marito parcheggiava l’auto.
- Però è già stata vista da un medico, sennò chi le ha detto di mettersi il collare? – disse la donna.
Le spiegai che, in pratica, me l’ero prescritto da sola. Alzò gli occhi al cielo e mi porse un foglio con un numero e un quadratino bianco. Le emergenze al CTO vengono catalogate per colore. Il rosso passa subito perchè è in pericolo la vita del paziente. Poi vengono il giallo e il verde. E poi il bianco.
Circa quindici minuti dopo M ed io passavamo con un infermiere. Fece alcune domande e riempì un formulario. Ritornammo alla sala d’aspetto. C’erano anche altri due, un uomo e una donna, che portavano il collare. Passarono altri venti minuti e gridarono il mio numero.
Il dottore che mi ricevette era giovane. Mi sedetti sul lettino. Mi ruotò il collo con le mani e cominciò a stringere. E mi mandò direttamente alla sala raggi X.
Era passata poco meno di un’ora dal nostro arrivo.
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