Un incubo, dicono gli italiani. Non solo quando fanno un brutto sogno o quando sono preoccupati o angosciati, o quando qualcosa o qualcuno non gli garba. Lo dicono anche quando non sono a proprio agio, quando non sopportano oltre, quando gli pare sufficiente, quando non sono più in grado o non sono più disposti. Un diavolo libidinoso non esaurisce l’uso colorito del termine.
Un incubo.
Uso tale espressione gergale italiana per descrivere i miei ultimi giorni che già, oramai, sono diventati un mese. Batto a macchina osservando di sguincio la parte bassa del mio portatile; dalle rigide alture di un collare "morbido", come, con una specie di cinismo clinico, hanno denominato la struttura tesa che mi avvolge il collo da oltre venti giorni.
Arrivare fino a questo punto non è stato semplice. E' stato necessario passare attraverso una serie di episodi tanto sorpendenti quanto un diavolo che indossa un paio di pantaloni ed esce dall'inferno per procurarsi carne di donna e placare così il suo debordante desiderio sessuale.
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Per la versione in lingua originale:
http://zepolt.blogspot.com/2009/04/cap-i-el-incubo.html
Un incubo.
Uso tale espressione gergale italiana per descrivere i miei ultimi giorni che già, oramai, sono diventati un mese. Batto a macchina osservando di sguincio la parte bassa del mio portatile; dalle rigide alture di un collare "morbido", come, con una specie di cinismo clinico, hanno denominato la struttura tesa che mi avvolge il collo da oltre venti giorni.
Arrivare fino a questo punto non è stato semplice. E' stato necessario passare attraverso una serie di episodi tanto sorpendenti quanto un diavolo che indossa un paio di pantaloni ed esce dall'inferno per procurarsi carne di donna e placare così il suo debordante desiderio sessuale.
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